martedì 26 luglio 2011

PERCHE’ QUANDO PERDIAMO LA TESTA FACCIAMO INFINITE FIGURE DI MERDA?


Era il millenovecento.... facciamo il secolo scorso.
Fu quando io e Mutanda diventammo amiche.
Ci conoscevamo dalla prima media, o meglio, io conoscevo lei perche’ era quella pazza di cui tutti parlavano che si era innamorata del ragazzo del civico 30 e passava ore sotto il suo terrazzo ad urlargli che lo amava mentre lui fingeva di non essere in casa. Anni dopo, prima liceo, il ragazzo del civico 30, ormai rassegnato ad avere Mutanda attaccato alle costole, ci invita alla sua festa al Tennis club del quartiere. Io ero con le mie amiche, Mutanda da sola. Poi entrambi ci ritrovammo a parlare con due ragazzi carini, uno dei due aveva gia’ 18 anni e la macchina!  Ale e Fabry. Sul piu’ bello del discorso scatta la tragedia. Mutanda aveva le sue cose  e nessun assorbente. Non poteva tornare a casa a prenderlo perche’ i genitori andavano a letto presto.
Allora mi prese in disparte chiedendomi di andare a prenderlo da me.
Dico io, per la prima volta che conosco un ragazzo ad una festa mi devi interrompere per una cosa del genere? E poi, con che scusa li molliamo e poi torniamo? Credo che questo abbia fatto si che da subito sembrassimo due psicolabili. Senza dire nulla  siamo sparite e tornate 20 minuti dopo, giusto il tempo per chiarire che a lei piaceva Fabry e a me Ale, quello con la macchina. Alla domanda dove siete state Mutanda ha sfoderato il meglio di se: dovevo andare a prendere mio fratello (il fratello di Mutanda aveva 19 anni e lei 15) dai nonni con Vanny perche’ volevano salutarla visto che era tanto che non la vedevano. Alle 23.30 di sabato sera? E chi aveva mai visto suo fratello o i suoi nonni???
 In ogni caso, alla fine ci accompagnarono a casa e ci invitarono al cinema per il sabato successivo.
Era il nostro primo vero appuntamento con un ragazzo, e il primo appuntamento a 4!
Eravamo elettrizzate, emozionate, e l’attesa di una settimana era qualcosa di devastante per la crescita delle aspettative.
Fu cosi’ che diventammo subito inseparabili. Era come se avessimo gia’ condiviso una vita insieme e conoscevamo gia’ tutto l’una dell’altra. Sapevamo gia’ i nostri gusti in materia di abbigliamento, ragazzi, e visto che dal suono alla campanella stavamo sempre insieme, anche i nostri cibi preferiti gli hobby e...quanto poco amassimo entrambi studiare.
Il pomeriggio prima del fatidico appuntamento avevamo gia’ deciso tutto: film, orario, look, quale sarebbe stata la mossa per capire se il cinema lo avrebbero offerto loro o dovevamo pagarlo noi.
E mentre facevamo merenda con focaccia e frappe’ (all’epoca la cellulite era per noi un mistero come gli stonehenge) Mutanda mi fece la domanda che avrebbe inevitabilmente portato alla tragedia finale:
(premesso-l’ignoranza mia e di Mutanda in materia di abbigliamento e motori all’epoca era devastante)
-Ma Vanny, hai visto che Golf c’ha Ale?
-No...perche’?
-Cavoli, quello e’ un golf bellissimo, da citta’!!!
-Ma in che senso? A me sembrava normale....
-Ma che normale, lo sai quanto costa????
-No....
-20 milioni!!!
-Accidenti...ma davvero?
-E si’, quello da rally costa anche di piu’ ma si rovina piu’ facilmente...
-E lui quanti ne ha?
-Uno no, quanti vuoi che ne abbia???
-Beh, di solito una persona non ha un solo golf...
-Ma non ti sembra di esagerare?
-Boh forse...ma di che materiale e’ fatto?
-Come di che materiale...di ferro penso!!!
-...caspita, ma non e’ scomodo?
Ok, tra tutte e due la situazione era tragica, ma forse avevamo finalmente capito che parlavamo di due cose diverse. Mutanda comincio’ a ridere e non la fini’ piu’, e io pure, una cosa era certa, io non avevo ancora imparato che bisognava guardare che macchina aveva un ragazzo, il che mi faceva molto poco superficiale...per fortuna...forse.
Il sabato arrivo’.
Era ancora il pomeriggio e avevamo da stirare il jeans e la magliettina, la ballerina da lucidare, i capelli da fonare, il trucco da imboscare in borsa e mettere in ascensore e un lifting completo per non sembrare piu’ piccole dei 17 anni che ancora non avevamo.
Ero ancora in tuta, mollettone, occhiali e apparecchio quando Mutanda mi chiama d’urgenza. La magliettina prescelta era macchiata, dovevo portarle quella mia a righe.
Ok, abita a 100 metri, posso farcela a passare cosi’ conciata inosservata fino a casa sua.
Scendo e mi ritrovo davanti Ale. Aveva voglia di vedermi e non riusciva ad aspettare la sera e visto che doveva venire in zona stava per citofonarmi.
Volevo morire.
Mi guardava strano, sicuro, me lo sentivo, visto com’ero conciata!
Blaterai una serie patetica di scuse tipo..stavo facendo le pulizie, anzi no, portavo giù la spazzatura e....di solito neanche in casa sono cosi’ ma stavo provando l’apparecchio di mio fratello...si insomma, sono di fretta ci vediamo dopo.
Volevo uccidere Mutanda, anzi, volevo uccidermi io!!!
Mutanda mi disse che la sera avrei recuperato SICURAMENTE
Ore 21.30, appuntamento sotto casa di Mutanda. Io arrivo alle 21.20 e alle 21.22 Mutanda scende.
Vanny...fai finta di niente, Ale e Frabry sono arrivati, sono li’ difronte, si stanno nascondendo in macchina ma hanno lasciato le luci accese....
Dopo pochi minuti la macchina parti’, fece un giro e allora io e Mutanda approfittammo per nasconderci dietro la siepe e vedere cosa facevano, non volevamo sembrare troppo puntuali.
Avevano fatto il giro dietro la siepe anche loro, giusto in tempo per beccarci.
Mutanda disse che stava cercando l’accendino che aveva perso.
Ci chiesero se allora fumavamo. Anni fa, ora avevamo smesso....
Ma nonostante l’esordio schizzofrenico, almeno nel look io e Mutanda eravamo perfette.
Se non fosse che Mutanda, disorientata dal continuo mutismo di Fraby, riprese a dire una serie di boiate colossali una via l’altro.
Terrorizzata dal silenzio racconto’ di tutto...compresa la storia del golf, che dopo l’evento  della visita inaspettata con me conciata da supersonica gina, la mia conseguente fuga, la sparizione alla festa e l’agguato dietro la siepe mi fece cadere nella piu’ cupa depressione tanto da non farmi proferire parola per quasi tutto il tragitto al cinema.
Il film prescelto era Compagni di Scuola. Iniziava alle 22.30 e finiva alle 24.30.
Per un’ora e mezza non feci altro che pensare “ok, hai fatto la figura della racchia, della stordita, della guardona e della tossica, cosa puo’ capitare di peggio? Presto il film finira’....”
Fu allora che Ale mi prese la mano, non potevo crederci....forse forse non era tutto perduto...forse...
Allora Mutanda si allungo’ verso di noi e disse: ragazzi scusate, dobbiamo andare, io devo essere a casa a mezzanotte e mezza.
Non ho mai visto la fine di Compagni di scuola. E tanto meno Ale si e’ piu’ fatto risentire.
Nadia ha visto Fabry una volta, dopodiche’, lui, stanco delle infinite chiacchiere gli aveva confidato che tra loro non poteva funzionare. Non c’era dialogo.
Ale lo rividi anni dopo e ci facemmo un scacco di risate ricordando la serata...ma ormai non era piu’ tempo per noi.
Io e Mutanda abbiamo continuato a fare una innumerevole quantita’ di cazzate e figure di merda e ora, a distanza di 20 anni, dopo 2 matrimoni, 2 gemelle, 200 esperienze da dimenticare, non abbiamo ancora smesso di parlare in continuazione .... di due cose diverse.


WWR
Vanny

lunedì 25 luglio 2011

GLI UOMINI TRADISCONO PER LO STESSO MOTIVO PER CUI I CANI SI LECCANO LE PALLE: PERCHE' CI RIESCONO

Piu’ o meno febbraio 2002
Location: Una qualsiasi Enoteca a Milano
Sex numero: piu’ o meno 20

E’ stata una riunione di emergenza.
Tina  aveva appena lasciato P.P.perche’ aveva scoperto che aveva una storia con un’altra: Claretta Petacci.
Dovevamo aiutarla per una importante decisione: si puo’ stare ancora con un uomo che ti ha tradito? Ma soprattutto, si puo’ continuare ad amarlo?
E tutte e sette avevamo un diverso modo di vedere la cosa.
Ma la cosa piu’ importante era aiutare Tina.
Esiste un consiglio giusto da dare ad un’amica in questo caso?
Esiste un modo per aiutarla a tornare indietro nel tempo e cancellare quanto accaduto?
Non ricordo con esattezza l’opinione di tutte.
Una cosa era certa; nessuna di noi riusciva a dirle che si doveva perdonare.
Heidi era categorica, non puo’ tornare indietro.
Forse Cheeta e Maia capivano di piu’, e cercavano di aiutarla dicendole che a volte gli uomini sbagliano ma si pentono e possono tornare indietro.
Io sinceramente, che conoscevo bene P.P., ero convinta  che infondo, nonostante l'errore, lui l'amasse davvero..
Tina sicuramente l’amava ancora.
E forse l’unico consiglio giusto da dare era quello che avrebbe dovuto perdonare e continuare a stare con lui.
Sicuramente lui era pentito, e col tempo sarebbe cambiato.
All’epoca non avevamo ancora capito la cosa piu’ semplice del mondo: lui era cosi’, aveva tradito tutte le donne della sua vita prima di Tina, e ogni volta era caduto nella stessa situazione.
Proprio mentre cercavamo di consolarla dandole speranze per il futuro, vedo mio zio che passa con mia zia fuori dalla nostra Enoteca.
Lo inseguo, lo chiamo, e quando si gira, vedo che la donna a fianco a lui, non era mia zia.
Mi avevano detto che in passato era stato un infedele, ma pensavo fosse cambiato.
Invece, evidentemente, non era cosi’.
Mi ha presentato questa donna, e poi se ne e’ andato.
E io sono rimasta fuori dal locale a pensare.
Forse non si puo’ cambiare.
Forse non si puo’ continuare a stare con una persona che ti ha tradito.
Forse semplicemente, sarebbe meglio non scoprirlo mai, perche’ fa troppo male.
Forse esistono donne che lo sanno, e che continuano a fingere di non saperlo.
O forse le persone, una volta che si scelgono, vanno accettate per quello che sono, nel bene e nel male.
E noi non siamo nessuno per decidere cosa e’ giusto e cosa e’ sbagliato.
E comunque vadano le cose, il compito di un’amica e’ solo quello di dirti la sua, ascoltare la tua ed assicurarsi che comunque vada, tu ci sarai
La vista di mio zio mi ha fatto capire una cosa.: non ho la piu' pallida idea di cosa farei al suo posto.
Anche se voglio credere ci sia spazio per qualcosa di meglio di una persona che ti tradisce in continuazione.
In ogni caso, la cosa piu’ importante, e' che Tina dovra’ decidere per se stessa.
Se lasciare la sua vita con P.P.alle spalle, o se continuare.
Qualsiasi cosa decida, noi le saremo vicine.

WWR
Vanny