venerdì 2 marzo 2012

FISSE


"Ho talmente tanta paura di non trovare parcheggio che non prendo piu’ la macchina da quasi 4 anni. Gli amici non mi vengono piu’ a prendere da 2 anni e quindi non esco piu’ con nessuno. Ma almeno non sclero x il parcheggio."

"Mi da fastidio che la gente possa vedere la mia vita privata su facebook. Cosi’ ho blindato le foto del mio profilo, ho nascosto i miei post in bacheca e la lista amici. Ho fatto in modo che nessuno possa mandarmi messaggi e reso privati i link che condivido sul mio profilo, oltre che ovviamente inscrivermi con un nome falso.  Il risultato e’ stato che nessuno dei miei amici sa che sono su facebook: ho capito troppo tardi il senso di chiamarlo SOCIAL NETWORK."

"Ho  la fissa di depilarmi totalmente tutte le gambe tutte le mattine,. Estate, autunno, inverno. Non ho peli da quasi 4 anni ma non si sa mai."

"Io devo mettere  il rossetto tutte le volte che mi trovo per caso davanti ad uno specchio.
L’ho  fatto anche sull’ascensore dell’ospedale...dal lettino mentre mi portavano in sala operatoria"

"Ogni mattina, per evitare che la pancia si gonfi, faccio 400 addominali, 30 minuti di corsa, una peretta per liberarmi, bevo un litro di acqua e un infuso di prugne e carciofi. La pancia non si gonfia ma comincio la giornata lavorativa stressatissimo."

"Ho talmente tanta paura di avere freddo che porto ogni giorno in borsa: un golf di scorta, una sciarpa, un paio di guanti e due calzettoni di lana: un’estate a Ibiza mi hanno fatto lo scherzo di buttarmi la borsa in mare. Ho ricomprato subito tutto, ma in tutta l’isola non sono riuscita  a trovare neanche un paio di guanti in lana."

"Mi addormento sempre, ovunque e in qualsiasi occasione perche' sono sempre convinta di avere del sonno da recuperare. Cosi' mi sono addormentata una volta sulla metropolitana di Londra diretta in centro e mi sono risvegliata a Heathrow. Ero in gita scolastica. I compagni erano stufi di dovermi svegliare ad ogni tratta che han pensato bene di spedirmi insieme ai bagagli ad attenderli alla partenza. Visto che ormai mi toccava aspettarli, mi sono messa su una panchina a fare un pisolino."

"Siccome ho l’ansia di perdere  le chiavi di casa, per sicurezza ne ho fatto alcune copie: una da tenere in ufficio, una dai miei, una al mio migliore amico, una in macchina, una nel motorino, una in garage, una in cantina e due di scorta nel comodino oltre a quelle che porto con me. Quando ho riconsegnato le chiavi all’ultimo padrone di casa mi ha chiesto se ero sicuro fossero tutte.... sono entrato in paranoia; e se ne avevo persa una?"

"Odio le svolte a sinistra talmente tanto che cerco sempre, ovunque devo andare, di fare le strade che prevedono solo svolte a destra o al massimo rotonde: il problema e’ che il Tom Tom questa cosa pare non volerla capire."

"Io odio fare la doccia fredda: in Egitto in spiaggia le docce calde non c’erano: quindi tornavo in stanza per farla. Ma nel percorso sudavo cosi’ tanto che ho passato un’intera vacanza a fare avanti e indietro dalla stanza. Questo mi ha consentito di perdere quasi 8 kili."

"Detesto dormire nei letti troppo grandi da solo: a New York ho chiesto la singola, ma il letto era talmente grande che ho dormito una settimana sul divanetto. Siccome era un divano a due posti ero costretto a stare rannicchiato. Sono tornato a Milano con la schiena bloccata."

"Quando non ho voglia di uscire con gli amici mi sento in colpa e allora mento sempre dicendo che la mia bambina e’ malata: non so se l’hanno capito ma adesso, la prima domanda che mi fanno e’ sempre “come sta la piccola?” io nel dubbio dico sempre che ha un po’ di febbriciattola. Il mio migliore amico  che sento tutti i giorni mi ha fatto notare che negli ultimi 6 mesi la bambina e’ stata malata quasi 5. Quello in cui stava bene era agosto: eravamo in montagna dai miei: mi ha consigliato di trasferirmi."

"Io odio arrivare puntuale agli appuntamenti perche’ se gli altri sono in ritardo mi innervosisco ad aspettare da sola. Cosi’ comincio a preparami per uscire nell’orario in cui dovrei essere all’appuntamento. Arrivo mediamente in ritardo di 40 minuti ma ci sono sempre tutti e cosi’ non aspetto mai. Una volta ho sbagliato e sono arrivata puntuale all’appuntamento con la mia migliore amica. Si e’ presentata 30 minuti dopo. Ho scoperto che da quasi 15 anni mi davano appuntamento 30 minuti prima dell’orario corretto. Mi sono incazzata e non le rivolgo piu’ la parola."

 "Sono fermamente convinta che il nero snellisca. Cosi’ compro tutto nero: vestiti, pantaloni, costumi, accappatoi, scarpe, giacche, pigiami, intimo, tute.... Il problema e’ che al mio matrimonio mi scambiavano tutti per la cameriera e quando sono entrata in chiesa il parroco si e’ toccato le parti intime. Nonostante questo ho un matrimonio felice."



WWR
Vanny

giovedì 22 settembre 2011

L'AMORE HA DUE FACCE


Sabato scorso sono stata invitata all’ennesimo matrimonio di un vecchio collega di lavoro.
In realta’ lui era alle terze nozze e lei alle seconde.
E avevano gia’ entrambi avuto un figlio insieme e due dalle precedenti relazioni.
Si insomma, com’e’ possibile che il mercato che gira intorno ai matrimoni sia in crisi visto e considerato che si, magari la gente si sposa meno di prima, ma quelli che lo fanno tendono sempre di piu’ a ripetere l’evento svariate volte nella loro vita?
Tra le altre cose, l’unica cosa a cui gli invitati si interessano durante la cerimonia non ha mai nulla a che vedere con la storia d’amore che sono venuti a celebrare, ma solo e soltanto con la “decorazione” che circola intorno a loro.
E qualsiasi scelta o cifra di soldi gli sposi abbiano investito, non li salvera’ dai soliti commenti del tipo:
La sposa sembrava una meringa gigante.....
Poteva evitare di farsi la permanente alla Shirley Temple....
Le bomboniere sono davvero micragnose....
Il risottino alla lavanda sapeva di sapone.....
Lo sposo poteva mettersi una panciera.....
Hai visto questa sala, ti sembra decente la tappezzeria?.
Il vino da dessert non era quello adatto.
Non parliamo dei fiori...
Si insomma, abbiamo sempre una buona parola su tutti gli argomenti.
Quello di cui pero’ nessuno parla mai ( a meno che non circolino vocine su tradimenti pre-evento) e’ della cosa piu’ importante per cui siamo tutti li’ quel giorno: due persone che hanno deciso di rendere pubblico e legale il loro amore.
Nei film questo non avviene mai, nei film il matrimonio viene visto come il vero trionfo dell’amore e niente di quello che lo circonda ha piu’alcuna importanza.
Perche’ invece nella vita reale non e’ cosi’?
Per una volta, voglio fare uno strappo alla regola ed affidare alle parole della grande e divertente  Barbra Streisand piu’ che la risposta a questa domanda, una riflessione sugli aspetti dell’amore che voglio condividere con Voi:
“Il rito che chiamano “matrimonio” in realta’ non e’ altro che la scena finale di una favola. Non ti dicono mai cosa succede dopo. Non ti dicono mai che Cenerentola ha ossessionato il principe con la sua mania di pulire il castello perche’ le mancavano pochi anni di contributi. Non ti dicono mai cosa succede dopo perche’ NON c’e’ un dopo. L’essenza e il fine dell’amore romantico era il matrimonio. Ma non sempre e’ stato cosi’. Intorno al 1100 c’era un concetto noto come “amor cortese” che non aveva niente a che vedere ne’ con il matrimonio ne’ con il sesso. Nella maggior parte dei casi veniva definito come un’appassionata affinita’ fra un cavaliere della corte e una Dama che era gia’ sposata. E quindi non avrebbero mai consumato il loro amore. Dovevano allora elevarsi al di sopra del solito amore che conoscete del tipo: “devi andare in bagno? Beh andiamo a farlo insieme no?”e andavano alla ricerca di qualcosa di piu’ divino.
Eliminavano il sesso dall’equazione Amore e quello che rimaneva era l’unione delle anime.
Riflettete su questo.
Il sesso e’ sempre stato la pozione d’amore fatale. Guardate la letteratura del tempo: Lancillotto e Ginevra, Tristano e Isotta, consumare l’amore conduceva soltanto alla follia, alla disperazione, alla morte. Gli esperti clinici e gli studiosi sono concordi nell’affermare che il vero amore ha una dimensione spirituale mentre l’amore romantico non e’ altro che menzogna, illusione, un mito moderno, una manipolazione priva di anima. E a proposito di manipolazione, quando andiamo al cinema vediamo gli innamorati che si baciano sullo schermo, la musica aumenta di volume e noi ce la beviamo, giusto? E cosi’, quando il mio ragazzo mi porta a casa e mi da il bacio della buona notte, se non sento la filarmonica io lo mollo! Ora la domanda e’: perche’ ce la beviamo? Noi ce la beviamo perche’ che sia un mito o una manipolazione, diciamocelo, tutti vogliamo innamorarci vero? Perche’? Perche’ e’ un’esperienza che ci fa sentire completamente vivi, ci rigenera. Risveglia tutti i sensi, ingigantisce ogni emozione, la nostra realta’ quotidiana e’ scossa e siamo catapultati in paradiso. Puo’ durare anche solo un momento, un’ora o un pomeriggio ma questo non toglie una virgola al suo valore.
Perche’ ci lascia dei ricordi preziosi che conserveremo per tutta la vita. Ho letto un articolo che diceva che quando ci innamoriamo sentiamo Puccini nella testa. Adoro questa immagine. Credo succeda perche’ la sua musica esprime pienamente il desiderio di incontrare la passione nella nostra vita e l’amore romantico. E mentre ascoltiamo la Bohème o la Turandot o mentre leggiamo Cime Tempestose o guardiamo Casablanca, un po’ di quell’amore rivive anche dentro di noi.
Quindi la domanda finale e’:  perche’ le persone hanno sete di amore pur sapendo che ha una data di scadenza e che puo’ essere doloroso e devastante?
Forse perche’ porta alla riproduzione della specie?
Un bisogno psicologico di entrare in contatto con gli altri?
Un condizionamento culturale?
Tutte belle risposte, ma un po’ troppo intellettuali per me.
Io credo che sia perche’....come alcuni di noi gia’ sanno...finche’ l’amore dura, cazzo, non c’e’ niente di meglio!!!!!”

WWR
Vanny

domenica 18 settembre 2011

PARLIAMO DI QUELLO CHE CI FA VERAMENTE PAURA



Venerdì sera con Tina. Lei aveva appena avuto una brutta litigata con il  ragazzo e io stressatissima dal lavoro.
Decidiamo di andare a bere qualcosa da un amico che ha un bar.
Si comincia con un cocktail...due...un paio di chiupiti.
Al settimo chiupito eravamo completamente fuori, a stento ricordavamo i nostri nomi, per non parlare di dove diamine potevano essere le nostre macchine.
In un qualche modo, barcollando sui nostri 12 centimetri di Casadei, verso le 5 del mattino...credo, comunque gia’ albeggiava, ci siamo incamminate verso casa, giusto in tempo per svenire nel letto in pieno coma etilico.
Quando 3 ore dopo, che alla mia testa rotante son sembrati solo 3 minuti, squilla il telefono.
Era Silvia. Dalla voce ho capito subito che qualcosa non andava. Di solito non rispondo mai al telefono a quell’ora di sabato mattina, ma il mio cuore mi aveva detto che avrei dovuto farlo, e come sempre, avevo fatto bene ad ascoltarlo.
Il giorno prima il medico le aveva trovato qualcosa che non andava. Forse non era nulla di grave, ma avrebbe dovuto fare una lunga ed estenuante serie di esami prima di scoprirlo, ed era terrorizzata. Perche’ quando hai 37 anni, un sacco di progetti, lavoro, famiglia, casa....vorresti poterti concentrare su questi e invece improvvisamente, succede qualcosa che fa tremare le mura di tutto quello che con fatica hai costruito per tanto tempo.
E allora devi cambiare i tuoi progetti, e soprattutto, avere la forza di andare avanti.. E Silvia si  era resa subito conto che tenendo nascosta la propria paura, come fa la maggior parte della gente, non ce l’avrebbe mai fatta.
Il tempo di fare una doccia, sentire Tina che dovendo prendere un volo era distrutta dal fatto di non poterci essere,  ed ero da lei.
Davanti ad un vassoio di focaccine e 4 vaschette di gelato mi racconto’ tutto.
Senza timore, solo con la voglia di tirare fuori il mostro che aveva dentro.
Perche’ sapeva di aver bisogno di aiuto, e non aveva paura a chiederlo, non aveva paura di farsi vedere...fragile.
E allora mi sono chiesta., siamo 8 amiche da 20 anni, ci frequentiamo da sempre, senza mai litigare, almeno seriamente , ridiamo, scherziamo, spettegoliamo, parliamo di uomini, di lavoro....ogni tanto qualcuna e’ giù ma non le si chiede nulla e preferiamo rispettare i silenzi e andare avanti...e magari anch’io a volte avrei voluto dire che qualcosa non andava ma non volevo che gli altri vedessero la mia debolezza...si insomma, mi sono chiesta, perche’ non parliamo mai di quello che ci fa veramente paura?
Non lo facciamo  perche’non vogliamo farci vedere vulnerabili, non vogliamo far vedere che sogniamo qualcosa che non riusciamo ad ottenere perche’ non vogliamo che gli altri vedano la nostra delusione E magari cambino atteggiamento verso di noi. Tutti abbiamo dei segreti che non vogliamo svelare agli altri, e questo ci puo’ stare. Ma le nostre paure,i nostri sensi di colpa, i nostri desideri, le nostre sconfitte... Non si puo’ nascondere sempre tutto, ci si costringe a vivere una vita che non e’ reale, a instaurare relazioni che non sono complete. Si crea un distacco, dalle persone che amiamo, dalla vita, da noi stessi.
Piu’ tardi, sulla strada di casa, mi sono fermata a pensare a quello che aveva fatto Silvia. Aveva appena avuto un duro colpo, e senza esitare, aveva chiamato le uniche persone che anche se non erano in grado di capire il suo dolore fino infondo, anche se non erano in grado di darle le risposte che cercava, erano in grado di ascoltarla, e di starle vicino, di ricordarle che anche se quel momento era brutto, era solo un momento.
E noi, facciamo altrettanto? Siamo altrettanto coraggiose?
Forse ci sono tante cose di cui  non abbiamo mai parlato: forse qualcuna di noi desiderava avere un figlio e ha scoperto di non poterne avere o qualcuna e’ single e davvero non lo voleva e quando e’ capitato ha dovuto rinunciarci. Forse  qualcuna si e’ immamorata di un uomo sposato e ha sofferto la solitudine in silenzio per paura di sentirsi dire quello che gia’ sapeva. Magari qualcuna si e’ separata e non lo ha detto per due anni perche’ non voleva ammettere il fallimento. Oppure, qualcuna sta adottando un bambino e subendo le peggio umiliazioni per farlo mentre un’altra sta facendo un sacco di cure per riuscire a rimanere incinta e si scontra con la delusione ogni giorno. Forse qualcuno di noi sta perdendo una persona che ama per una brutta malattia e non riesce a  parlarne. Forse qualcuna sa che il compagno la tradisce continuamente ma gli va bene cosi’.e non vuole che gli altri la giudichino.
Il Giudizio, questa  e’ la parola che ci terrorizza di piu’.
Quello che ci impedisce di affrontare le nostre paure o semplicemente, le nostre scelte.
Non abbiamo solo paura del giudizio delle scelte sbagliate, ma anche del fatto che ammettere di aver avuto qualcosa di brutto ci puio’ far vedere deboli e vulnerabili, e di non potere essere piu’ “giudicate” persone realizzate..
Quando si e’ Amiche, questo non deve succedere.
Si esce 10 volte insieme per divertirsi, si puo’ farlo una volta per liberarci dalla paura del giudizio?
.Perche’ quando si e’ Amiche, lo si e’ anche se si fanno scelte diverse, se si hanno avuto delle delusioni e non si ha la vita perfetta che gli altri pensano tu abbia.
 Perche’ aver fatto scelte diverse non vuol dire averle fatte piu’ giuste, piu’ sbagliate, o meno dolorose, e aver avuto delle sconfitte non vuol dire che non si possa comunque avere ancora molto da vincere.
Affrontiamo il fatto che abbiamo fatto tutte degli errori, che abbiamo tutte dei desideri che facciamo fatica a realizzare.
Affrontiamo il fatto che abbiamo tutte un mostro nel cuore che ci ha fatto soffrire, e che ci fa soffrire ogni giorno al punto di essere terrorizzate al solo pensiero di alzarci da letto la mattina.
Magari scopriamo che abbiamo tutte paura dello stesso scheletro. Oppure, che ne abbiamo di opposti.
E allora forse, possiamo compensarci e purgarci a vicenda.
Ma soprattutto, che forse possiamo anche accettare l’inacettabile da un Amica.
Accettare che un’amica abbia fatto qualcosa completamente diverso da quello che avremmo fatto noi solo perche’ Lei e’ diversa da noi.
Accettare il fatto che stiamo tutte lottando per i nostri sogni e che forse, ne raggiungeremo di diversi da quelli che ci eravamo prefissati, ma non per questo potremmo essere meno felici o realizzati.
E magari scoprire che nonostante tutto, ci si vuole bene lo stesso, forse anche di piu’.
Perche’ le tue paure non sono solo tue, e se anche sembrano insuperabili,  hai qualcuno con cui affrontarle.
E allora improvvisamente e’ come dimagrire, come se la paura avesse fatto una dieta e perso peso
Una pubblicita’ diceva che gli amici sono i fratelli che ti scegli.
E mentre i compagni possono lasciarti, i colleghi possono cambiare lavoro, i famigliari hanno la loro vita, i figli possono non arrivare oppure arrivare e poi scegliere la loro strada, gli amici, quelli veri, non hanno nessuno si questi motivi per lasciarti.
E io, sono cosi’ fortunata da averne sette.
Sette sorelle che hanno scelto di percorrere insieme , una strada diversa.



WWR
Vanny

mercoledì 31 agosto 2011

UNA COTTA E’ COME UN GAVETTONE: TI COLPISCE, TI INZUPPA, E POI PASSI ORE AD ASCIUGARTI


Io, Hidi, Chita e Ila avevamo conosciuto una compagnia di ragazzi ad una festa di un amico di Chita al sabato sera. Chita aveva passato la serata a limonare con un ragazzo che aveva dichiarato essere il piu’ bello che avesse mai visto. Io ricordo vagamente un tipo anoressico, bianco come un igloo e probabilmente sotto il metro e 60. Ma come ogni brava amica nessuna di noi avrebbe mai dichiarato l’evidente realta’ a Chita.
Soprattutto perche’ avevamo scoperto che l’Uomo Pallido aveva una villa sul lago, e ci aveva invitato tutti quanti a pranzo per il giorno dopo.
Ma io non volevo andarci.
Il mio Mr Big....che per dirla alla mia chiamero’ The One, non sarebbe venuto. La sera prima era alla festa con me e come tutte le volte che lo vedevo da quando avevo 12 anni, 4 anni circa, mi aveva ignorata nella maniera piu’ totale e completa. Non saprei esattamente che cosa nei suoi continui dinieghi mi avesse fatto cosi’ innamorare. Forse il suo chiamarmi “facciona nasona” in modo cosi’ crudo e romantico, o il suo schietto “non mi piaci, non ti bacerei neanche morto” e “sono stufo di averti intorno” non erano ancora per me una sufficiente umiliazione dal farmi desistere.
In ogni caso, a quella stupida gita senza di lui non ci sarei mai andata.
Credo fu la minaccia di morte di Hidi a farmi cambiare idea.
Aveva conosciuto un ragazzo che aveva la moto, e aveva deciso che non sapeva se gli piaceva o meno lui ma che sicuramente La Moto era una valida ragione per prenderlo in seria considerazione.
E mai e poi mai io o chiunque altro avremmo dovuto metterci in mezzo a lei e quello che avrebbe anche potuto essere il padre dei suoi figli.
E cosi’, con il peso del futuro di Hidi sulle spalle, decidemmo di partire.
Mentre Hidi di nascosto sotto casa saliva sulla moto, io mi caricavo sulla Panda di un tipo dall’aria tenebrosa e alquanto antipatica,  e un altro paio di tipi mai visti.
Dopo un‘ora di viaggio, un deca di benza diviso in quattro e 40 minuti di pensiero fisso “che cavolo sto facendo, io volevo The One” arrivammo alla villa.
Era una figata galattica.
Immensi giardini, campo da tennis, sala giochi con biliardo, parco macchine antiche a disposizione per giro di prova in cortile, cesti di pizzette e focaccine gia’ pronti per noi e la radio a tutto volume che suonava "do you really want to hurt me" dei Culture Club.
Improvvisamente, L’Uomo Pallido era diventato un fotomodello anche per noi e la stima nei confronti di Chita cresceva a dismisura.
La giornata proseguiva alla grande; tranquilla, rilassata, quasi sofisticata.
Ila si dondolava con un ragazzo sull’altalena con la sua fidanzata mentre lui faceva sorrisini ambigui a lei.
Chita fingeva di avere 18 anni per provare le macchine d’epoca mostrando il foglio rosa della patente della nonna.
Hidi passava dall’amore folle al “che palle” per il Motociclista ogni 15 minuti e io....mi annoiavo a morte. The One non c’era a farmi sentire una merdaccia e i ragazzi rimasti si erano attaccati ai videogame.
Passato l’entusiasmo iniziale, tutto stava diventando improvvisamente noioso.
Fino a quando l’Uomo Pallido si presento’ con l’ennesimo cesto...pieno di gavettoni d’acqua.
Non so esattamente quanti eravamo alla festa, una trentina penso, di cui solo noi quattro ragazze...piu' la Fidanzata dell'Altalena..
Nel giro di pochi minuti....fu il delirio.
Qualcuna di noi tento’ di dire un timido “per favore non bagnatemi troppo”.
Patetico tentativo di salvataggio.
Dai gavettoni si passo’ alla canna dell’acqua e alle secchiate
Il campo da tennis divento’ nel giro di pochi minuti un  ring di Mud Fight.
Nascondersi in casa era inutile, le secchiate arrivavano anche li’.
Io e Hidi ci nascondemmo in cucina.
Ci lavarono staccando il rubinetto e schizzando l’acqua ovunque.
Completamente fradice non avevamo ormai piu’ nulla da temere e cominciammo il contrattacco.
Ma tutte le volte che noi ragazze riuscivamo in quattro a riempire un secchio, ci ritrovavamo di lì a poco prese e scagliate direttamente sotto le docce.
Da una parte io, Chita, Hidi, Ila e la Fidanzata dell’Altalena e dall’altra tutti i ragazzi.
Ad un certo punto non ci ricordavamo neanche chi piaceva a chi perche’ nel tornado  di acqua non riuscivamo quasi piu’ a riconoscerci e nelle lotte partivano mani ovunque; puo’ anche darsi che qualcuna di noi avesse perso la verginita’ nel mentre perche’ la vendetta aveva accecato qualsiasi nostro pudore.
Un’ora dopo eravamo totalmente stremati, sputavamo acqua dai polmoni e non avevamo piu’ neanche le interiora asciutte. E, grazie al Cielo, il vicino di villa aveva  minacciato di chiamare i carabinieri, costringendoci a smettere:  non era il caso che i genitori dell’Uomo Pallido scoprissero la devastazione che avevamo causato alla loro tenuta.
Quindi decidemmo di asciugarci e tornare alla tranquillita’.
Certo non era cosa facile, nessuno di noi aveva un cambio.
Ci organizzammo al meglio con phon, ferro da stiro, luce solare. Hidi si ritrovo’ in mutande in camera con il Motociclista a sparare il vapore sui jeans con il ferro da stiro, io con il phon in bagno con l’uomo Tenebroso, Chita non riusciva piu’ a smettere di limonare L’Uomo Pallido   e Ila.....non so dove fosse, ma la Fidanzata dell’Altalena passava da una stanza  all’altra chiedendo se avevamo visto il suo ragazzo.... “No no, non ne abbiamo idea....davvero....”.
Io ero confusa: perche’ quest’uomo Tenebroso stava aiutandomi ad asciugare i vestiti senza proferire parola quando era lo stesso che mi aveva visto la sera prima delirare di amore per The One? E poi non mi piaceva per niente; troppo cupo, troppo muto...ma forse tra un gavettone e l’altro c’era stato un qualche genere di petting che neanche ricordavo... tanto era inutile, io volevo solo The One.
Intanto Hidi faceva di nuovo capolino in bagno.
Non aveva ancora deciso per il Motociclista.
Lo aveva baciato e non aveva ancora capito se gli piaceva o no. Era importante stabilirlo in quel preciso momento e non dopo. Aveva quasi 16 anni e non aveva ancora mai avuto un fidanzato e la situazione cominciava a diventare insotenibile.
Fu allora che arrivo’ Chita in lacrime.
L’Uomo Pallido era fidanzato da 2 anni e le aveva confessato che anche se lei gli piaceva molto, non c’era futuro per loro.
Presa dallo sconforto per quello che era appena accaduto a Chita, Hidi decise che non valeva la pena rischiare per una Moto che non sapeva neanche se le interessava.
Intanto Ila rispunto’ dal nulla piena di sensi di colpa; aveva passato le ultime due ore ad asciugare i vestiti al sole, avvinghiata al Ragazzo dell’Altalena e la fidanzata li aveva beccati dandole della zoccola davanti a tutti.
Io nel frattempo avevo finalmente deciso di rivolgere la parola al Tenebroso e lui mi aveva chiesto se ero fidanzata o innamorata di qualcuno.
Ovviamente gli  dissi di no, che ero assolutamente libera....
Dopo 2 ore sotto il phon e con il cervello annacquato dai mille gavettoni avevo improvvisamente dimenticato di aver giurato poche ore prima  amore eterno a The One e perso completamente la testa per  lui.
Non so se erano stati i suoi silenzi a conquistarmi o il modo in cui cercava di asciugare i miei fuseaux a righe con il phon da viaggio: o forse, semplicemente, il fatto che mi avesse visto con le mutande di Snoopy per due ore senza avere nessun genere di reazione...negativa.
Quando risalimmo in macchina per tornare a casa la nostra vita dalla mattina era cambiata del tutto.
Ila aveva distrutto una coppia, si era presa della zoccola  e trovato l’uomo che 14 anni dopo avrebbe sposato.
Hidi si era innamorata e disinnamorata 36 volte in meno di 24 ore e nel frattempo aveva anche imparato a stirare.
Chita si era innamorata, fidanzata, aveva imparato a guidare una Chevrolet del '62, distrutto una mini del '73, scoperto di essere un’amante e subito mollata: il tutto senza nemmeno perdere la verginita’.
Io, dopo essere sopravvisuta ad innumerevoli  round di  mud fight, fulminato un phon e deciso definitivamente che i mutandoni di Snoopy era ora di metterli in soffitta con le Barbie, avevo dimenticato il mio indimenticabile primo amore per un ragazzo con cui sarei stata fidanzata i successi 3 anni....per poi tornare ad essere disperatamente innamorata di The One.
E’ incredibile pensare come, nello spazio di cosi' pochi ettari, tanti cuori possano accendersi e spegnersi nel giro di pochi istanti per persone di cui poi magari non ricordi neanche il volto o il colore degli occhi.
Ma le cotte sono cosi’, ti annacquano il cervello giusto il tempo per farti fare faville e poi ti ritrovi a tornare a casa inzuppata con le amiche con cui a distanza di 20 anni ricordi ancora la giornata passata insieme....ma neanche uno dei nomi dei ragazzi.
Quando ci prendiamo una cotta, ci innamoriamo, amiamo, non sappiamo mai se durera’ per sempre; sicuramente, per sempre, avrai delle amiche con cui ricordarlo.

WWR
Vanny

martedì 26 luglio 2011

PERCHE’ QUANDO PERDIAMO LA TESTA FACCIAMO INFINITE FIGURE DI MERDA?


Era il millenovecento.... facciamo il secolo scorso.
Fu quando io e Mutanda diventammo amiche.
Ci conoscevamo dalla prima media, o meglio, io conoscevo lei perche’ era quella pazza di cui tutti parlavano che si era innamorata del ragazzo del civico 30 e passava ore sotto il suo terrazzo ad urlargli che lo amava mentre lui fingeva di non essere in casa. Anni dopo, prima liceo, il ragazzo del civico 30, ormai rassegnato ad avere Mutanda attaccato alle costole, ci invita alla sua festa al Tennis club del quartiere. Io ero con le mie amiche, Mutanda da sola. Poi entrambi ci ritrovammo a parlare con due ragazzi carini, uno dei due aveva gia’ 18 anni e la macchina!  Ale e Fabry. Sul piu’ bello del discorso scatta la tragedia. Mutanda aveva le sue cose  e nessun assorbente. Non poteva tornare a casa a prenderlo perche’ i genitori andavano a letto presto.
Allora mi prese in disparte chiedendomi di andare a prenderlo da me.
Dico io, per la prima volta che conosco un ragazzo ad una festa mi devi interrompere per una cosa del genere? E poi, con che scusa li molliamo e poi torniamo? Credo che questo abbia fatto si che da subito sembrassimo due psicolabili. Senza dire nulla  siamo sparite e tornate 20 minuti dopo, giusto il tempo per chiarire che a lei piaceva Fabry e a me Ale, quello con la macchina. Alla domanda dove siete state Mutanda ha sfoderato il meglio di se: dovevo andare a prendere mio fratello (il fratello di Mutanda aveva 19 anni e lei 15) dai nonni con Vanny perche’ volevano salutarla visto che era tanto che non la vedevano. Alle 23.30 di sabato sera? E chi aveva mai visto suo fratello o i suoi nonni???
 In ogni caso, alla fine ci accompagnarono a casa e ci invitarono al cinema per il sabato successivo.
Era il nostro primo vero appuntamento con un ragazzo, e il primo appuntamento a 4!
Eravamo elettrizzate, emozionate, e l’attesa di una settimana era qualcosa di devastante per la crescita delle aspettative.
Fu cosi’ che diventammo subito inseparabili. Era come se avessimo gia’ condiviso una vita insieme e conoscevamo gia’ tutto l’una dell’altra. Sapevamo gia’ i nostri gusti in materia di abbigliamento, ragazzi, e visto che dal suono alla campanella stavamo sempre insieme, anche i nostri cibi preferiti gli hobby e...quanto poco amassimo entrambi studiare.
Il pomeriggio prima del fatidico appuntamento avevamo gia’ deciso tutto: film, orario, look, quale sarebbe stata la mossa per capire se il cinema lo avrebbero offerto loro o dovevamo pagarlo noi.
E mentre facevamo merenda con focaccia e frappe’ (all’epoca la cellulite era per noi un mistero come gli stonehenge) Mutanda mi fece la domanda che avrebbe inevitabilmente portato alla tragedia finale:
(premesso-l’ignoranza mia e di Mutanda in materia di abbigliamento e motori all’epoca era devastante)
-Ma Vanny, hai visto che Golf c’ha Ale?
-No...perche’?
-Cavoli, quello e’ un golf bellissimo, da citta’!!!
-Ma in che senso? A me sembrava normale....
-Ma che normale, lo sai quanto costa????
-No....
-20 milioni!!!
-Accidenti...ma davvero?
-E si’, quello da rally costa anche di piu’ ma si rovina piu’ facilmente...
-E lui quanti ne ha?
-Uno no, quanti vuoi che ne abbia???
-Beh, di solito una persona non ha un solo golf...
-Ma non ti sembra di esagerare?
-Boh forse...ma di che materiale e’ fatto?
-Come di che materiale...di ferro penso!!!
-...caspita, ma non e’ scomodo?
Ok, tra tutte e due la situazione era tragica, ma forse avevamo finalmente capito che parlavamo di due cose diverse. Mutanda comincio’ a ridere e non la fini’ piu’, e io pure, una cosa era certa, io non avevo ancora imparato che bisognava guardare che macchina aveva un ragazzo, il che mi faceva molto poco superficiale...per fortuna...forse.
Il sabato arrivo’.
Era ancora il pomeriggio e avevamo da stirare il jeans e la magliettina, la ballerina da lucidare, i capelli da fonare, il trucco da imboscare in borsa e mettere in ascensore e un lifting completo per non sembrare piu’ piccole dei 17 anni che ancora non avevamo.
Ero ancora in tuta, mollettone, occhiali e apparecchio quando Mutanda mi chiama d’urgenza. La magliettina prescelta era macchiata, dovevo portarle quella mia a righe.
Ok, abita a 100 metri, posso farcela a passare cosi’ conciata inosservata fino a casa sua.
Scendo e mi ritrovo davanti Ale. Aveva voglia di vedermi e non riusciva ad aspettare la sera e visto che doveva venire in zona stava per citofonarmi.
Volevo morire.
Mi guardava strano, sicuro, me lo sentivo, visto com’ero conciata!
Blaterai una serie patetica di scuse tipo..stavo facendo le pulizie, anzi no, portavo giù la spazzatura e....di solito neanche in casa sono cosi’ ma stavo provando l’apparecchio di mio fratello...si insomma, sono di fretta ci vediamo dopo.
Volevo uccidere Mutanda, anzi, volevo uccidermi io!!!
Mutanda mi disse che la sera avrei recuperato SICURAMENTE
Ore 21.30, appuntamento sotto casa di Mutanda. Io arrivo alle 21.20 e alle 21.22 Mutanda scende.
Vanny...fai finta di niente, Ale e Frabry sono arrivati, sono li’ difronte, si stanno nascondendo in macchina ma hanno lasciato le luci accese....
Dopo pochi minuti la macchina parti’, fece un giro e allora io e Mutanda approfittammo per nasconderci dietro la siepe e vedere cosa facevano, non volevamo sembrare troppo puntuali.
Avevano fatto il giro dietro la siepe anche loro, giusto in tempo per beccarci.
Mutanda disse che stava cercando l’accendino che aveva perso.
Ci chiesero se allora fumavamo. Anni fa, ora avevamo smesso....
Ma nonostante l’esordio schizzofrenico, almeno nel look io e Mutanda eravamo perfette.
Se non fosse che Mutanda, disorientata dal continuo mutismo di Fraby, riprese a dire una serie di boiate colossali una via l’altro.
Terrorizzata dal silenzio racconto’ di tutto...compresa la storia del golf, che dopo l’evento  della visita inaspettata con me conciata da supersonica gina, la mia conseguente fuga, la sparizione alla festa e l’agguato dietro la siepe mi fece cadere nella piu’ cupa depressione tanto da non farmi proferire parola per quasi tutto il tragitto al cinema.
Il film prescelto era Compagni di Scuola. Iniziava alle 22.30 e finiva alle 24.30.
Per un’ora e mezza non feci altro che pensare “ok, hai fatto la figura della racchia, della stordita, della guardona e della tossica, cosa puo’ capitare di peggio? Presto il film finira’....”
Fu allora che Ale mi prese la mano, non potevo crederci....forse forse non era tutto perduto...forse...
Allora Mutanda si allungo’ verso di noi e disse: ragazzi scusate, dobbiamo andare, io devo essere a casa a mezzanotte e mezza.
Non ho mai visto la fine di Compagni di scuola. E tanto meno Ale si e’ piu’ fatto risentire.
Nadia ha visto Fabry una volta, dopodiche’, lui, stanco delle infinite chiacchiere gli aveva confidato che tra loro non poteva funzionare. Non c’era dialogo.
Ale lo rividi anni dopo e ci facemmo un scacco di risate ricordando la serata...ma ormai non era piu’ tempo per noi.
Io e Mutanda abbiamo continuato a fare una innumerevole quantita’ di cazzate e figure di merda e ora, a distanza di 20 anni, dopo 2 matrimoni, 2 gemelle, 200 esperienze da dimenticare, non abbiamo ancora smesso di parlare in continuazione .... di due cose diverse.


WWR
Vanny

lunedì 25 luglio 2011

GLI UOMINI TRADISCONO PER LO STESSO MOTIVO PER CUI I CANI SI LECCANO LE PALLE: PERCHE' CI RIESCONO

Piu’ o meno febbraio 2002
Location: Una qualsiasi Enoteca a Milano
Sex numero: piu’ o meno 20

E’ stata una riunione di emergenza.
Tina  aveva appena lasciato P.P.perche’ aveva scoperto che aveva una storia con un’altra: Claretta Petacci.
Dovevamo aiutarla per una importante decisione: si puo’ stare ancora con un uomo che ti ha tradito? Ma soprattutto, si puo’ continuare ad amarlo?
E tutte e sette avevamo un diverso modo di vedere la cosa.
Ma la cosa piu’ importante era aiutare Tina.
Esiste un consiglio giusto da dare ad un’amica in questo caso?
Esiste un modo per aiutarla a tornare indietro nel tempo e cancellare quanto accaduto?
Non ricordo con esattezza l’opinione di tutte.
Una cosa era certa; nessuna di noi riusciva a dirle che si doveva perdonare.
Heidi era categorica, non puo’ tornare indietro.
Forse Cheeta e Maia capivano di piu’, e cercavano di aiutarla dicendole che a volte gli uomini sbagliano ma si pentono e possono tornare indietro.
Io sinceramente, che conoscevo bene P.P., ero convinta  che infondo, nonostante l'errore, lui l'amasse davvero..
Tina sicuramente l’amava ancora.
E forse l’unico consiglio giusto da dare era quello che avrebbe dovuto perdonare e continuare a stare con lui.
Sicuramente lui era pentito, e col tempo sarebbe cambiato.
All’epoca non avevamo ancora capito la cosa piu’ semplice del mondo: lui era cosi’, aveva tradito tutte le donne della sua vita prima di Tina, e ogni volta era caduto nella stessa situazione.
Proprio mentre cercavamo di consolarla dandole speranze per il futuro, vedo mio zio che passa con mia zia fuori dalla nostra Enoteca.
Lo inseguo, lo chiamo, e quando si gira, vedo che la donna a fianco a lui, non era mia zia.
Mi avevano detto che in passato era stato un infedele, ma pensavo fosse cambiato.
Invece, evidentemente, non era cosi’.
Mi ha presentato questa donna, e poi se ne e’ andato.
E io sono rimasta fuori dal locale a pensare.
Forse non si puo’ cambiare.
Forse non si puo’ continuare a stare con una persona che ti ha tradito.
Forse semplicemente, sarebbe meglio non scoprirlo mai, perche’ fa troppo male.
Forse esistono donne che lo sanno, e che continuano a fingere di non saperlo.
O forse le persone, una volta che si scelgono, vanno accettate per quello che sono, nel bene e nel male.
E noi non siamo nessuno per decidere cosa e’ giusto e cosa e’ sbagliato.
E comunque vadano le cose, il compito di un’amica e’ solo quello di dirti la sua, ascoltare la tua ed assicurarsi che comunque vada, tu ci sarai
La vista di mio zio mi ha fatto capire una cosa.: non ho la piu' pallida idea di cosa farei al suo posto.
Anche se voglio credere ci sia spazio per qualcosa di meglio di una persona che ti tradisce in continuazione.
In ogni caso, la cosa piu’ importante, e' che Tina dovra’ decidere per se stessa.
Se lasciare la sua vita con P.P.alle spalle, o se continuare.
Qualsiasi cosa decida, noi le saremo vicine.

WWR
Vanny