Io, Hidi, Chita e Ila avevamo conosciuto una compagnia di ragazzi ad una festa di un amico di Chita al sabato sera. Chita aveva passato la serata a limonare con un ragazzo che aveva dichiarato essere il piu’ bello che avesse mai visto. Io ricordo vagamente un tipo anoressico, bianco come un igloo e probabilmente sotto il metro e 60. Ma come ogni brava amica nessuna di noi avrebbe mai dichiarato l’evidente realta’ a Chita.
Soprattutto perche’ avevamo scoperto che l’Uomo Pallido aveva una villa sul lago, e ci aveva invitato tutti quanti a pranzo per il giorno dopo.
Ma io non volevo andarci.
Il mio Mr Big....che per dirla alla mia chiamero’ The One, non sarebbe venuto. La sera prima era alla festa con me e come tutte le volte che lo vedevo da quando avevo 12 anni, 4 anni circa, mi aveva ignorata nella maniera piu’ totale e completa. Non saprei esattamente che cosa nei suoi continui dinieghi mi avesse fatto cosi’ innamorare. Forse il suo chiamarmi “facciona nasona” in modo cosi’ crudo e romantico, o il suo schietto “non mi piaci, non ti bacerei neanche morto” e “sono stufo di averti intorno” non erano ancora per me una sufficiente umiliazione dal farmi desistere.
In ogni caso, a quella stupida gita senza di lui non ci sarei mai andata.
Credo fu la minaccia di morte di Hidi a farmi cambiare idea.
Aveva conosciuto un ragazzo che aveva la moto, e aveva deciso che non sapeva se gli piaceva o meno lui ma che sicuramente La Moto era una valida ragione per prenderlo in seria considerazione.
E mai e poi mai io o chiunque altro avremmo dovuto metterci in mezzo a lei e quello che avrebbe anche potuto essere il padre dei suoi figli.
E cosi’, con il peso del futuro di Hidi sulle spalle, decidemmo di partire.
Mentre Hidi di nascosto sotto casa saliva sulla moto, io mi caricavo sulla Panda di un tipo dall’aria tenebrosa e alquanto antipatica, e un altro paio di tipi mai visti.
Dopo un‘ora di viaggio, un deca di benza diviso in quattro e 40 minuti di pensiero fisso “che cavolo sto facendo, io volevo The One” arrivammo alla villa.
Era una figata galattica.
Immensi giardini, campo da tennis, sala giochi con biliardo, parco macchine antiche a disposizione per giro di prova in cortile, cesti di pizzette e focaccine gia’ pronti per noi e la radio a tutto volume che suonava "do you really want to hurt me" dei Culture Club.
Improvvisamente, L’Uomo Pallido era diventato un fotomodello anche per noi e la stima nei confronti di Chita cresceva a dismisura.
La giornata proseguiva alla grande; tranquilla, rilassata, quasi sofisticata.
Ila si dondolava con un ragazzo sull’altalena con la sua fidanzata mentre lui faceva sorrisini ambigui a lei.
Chita fingeva di avere 18 anni per provare le macchine d’epoca mostrando il foglio rosa della patente della nonna.
Hidi passava dall’amore folle al “che palle” per il Motociclista ogni 15 minuti e io....mi annoiavo a morte. The One non c’era a farmi sentire una merdaccia e i ragazzi rimasti si erano attaccati ai videogame.
Hidi passava dall’amore folle al “che palle” per il Motociclista ogni 15 minuti e io....mi annoiavo a morte. The One non c’era a farmi sentire una merdaccia e i ragazzi rimasti si erano attaccati ai videogame.
Passato l’entusiasmo iniziale, tutto stava diventando improvvisamente noioso.
Fino a quando l’Uomo Pallido si presento’ con l’ennesimo cesto...pieno di gavettoni d’acqua.
Non so esattamente quanti eravamo alla festa, una trentina penso, di cui solo noi quattro ragazze...piu' la Fidanzata dell'Altalena..
Nel giro di pochi minuti....fu il delirio.
Qualcuna di noi tento’ di dire un timido “per favore non bagnatemi troppo”.
Patetico tentativo di salvataggio.
Dai gavettoni si passo’ alla canna dell’acqua e alle secchiate
Il campo da tennis divento’ nel giro di pochi minuti un ring di Mud Fight.
Nascondersi in casa era inutile, le secchiate arrivavano anche li’.
Io e Hidi ci nascondemmo in cucina.
Ci lavarono staccando il rubinetto e schizzando l’acqua ovunque.
Completamente fradice non avevamo ormai piu’ nulla da temere e cominciammo il contrattacco.
Ma tutte le volte che noi ragazze riuscivamo in quattro a riempire un secchio, ci ritrovavamo di lì a poco prese e scagliate direttamente sotto le docce.
Da una parte io, Chita, Hidi, Ila e la Fidanzata dell’Altalena e dall’altra tutti i ragazzi.
Ad un certo punto non ci ricordavamo neanche chi piaceva a chi perche’ nel tornado di acqua non riuscivamo quasi piu’ a riconoscerci e nelle lotte partivano mani ovunque; puo’ anche darsi che qualcuna di noi avesse perso la verginita’ nel mentre perche’ la vendetta aveva accecato qualsiasi nostro pudore.
Un’ora dopo eravamo totalmente stremati, sputavamo acqua dai polmoni e non avevamo piu’ neanche le interiora asciutte. E, grazie al Cielo, il vicino di villa aveva minacciato di chiamare i carabinieri, costringendoci a smettere: non era il caso che i genitori dell’Uomo Pallido scoprissero la devastazione che avevamo causato alla loro tenuta.
Quindi decidemmo di asciugarci e tornare alla tranquillita’.
Certo non era cosa facile, nessuno di noi aveva un cambio.
Ci organizzammo al meglio con phon, ferro da stiro, luce solare. Hidi si ritrovo’ in mutande in camera con il Motociclista a sparare il vapore sui jeans con il ferro da stiro, io con il phon in bagno con l’uomo Tenebroso, Chita non riusciva piu’ a smettere di limonare L’Uomo Pallido e Ila.....non so dove fosse, ma la Fidanzata dell’Altalena passava da una stanza all’altra chiedendo se avevamo visto il suo ragazzo.... “No no, non ne abbiamo idea....davvero....”.
Io ero confusa: perche’ quest’uomo Tenebroso stava aiutandomi ad asciugare i vestiti senza proferire parola quando era lo stesso che mi aveva visto la sera prima delirare di amore per The One? E poi non mi piaceva per niente; troppo cupo, troppo muto...ma forse tra un gavettone e l’altro c’era stato un qualche genere di petting che neanche ricordavo... tanto era inutile, io volevo solo The One.
Intanto Hidi faceva di nuovo capolino in bagno.
Non aveva ancora deciso per il Motociclista.
Lo aveva baciato e non aveva ancora capito se gli piaceva o no. Era importante stabilirlo in quel preciso momento e non dopo. Aveva quasi 16 anni e non aveva ancora mai avuto un fidanzato e la situazione cominciava a diventare insotenibile.
Fu allora che arrivo’ Chita in lacrime.
L’Uomo Pallido era fidanzato da 2 anni e le aveva confessato che anche se lei gli piaceva molto, non c’era futuro per loro.
Presa dallo sconforto per quello che era appena accaduto a Chita, Hidi decise che non valeva la pena rischiare per una Moto che non sapeva neanche se le interessava.
Intanto Ila rispunto’ dal nulla piena di sensi di colpa; aveva passato le ultime due ore ad asciugare i vestiti al sole, avvinghiata al Ragazzo dell’Altalena e la fidanzata li aveva beccati dandole della zoccola davanti a tutti.
Io nel frattempo avevo finalmente deciso di rivolgere la parola al Tenebroso e lui mi aveva chiesto se ero fidanzata o innamorata di qualcuno.
Ovviamente gli dissi di no, che ero assolutamente libera....
Dopo 2 ore sotto il phon e con il cervello annacquato dai mille gavettoni avevo improvvisamente dimenticato di aver giurato poche ore prima amore eterno a The One e perso completamente la testa per lui.
Non so se erano stati i suoi silenzi a conquistarmi o il modo in cui cercava di asciugare i miei fuseaux a righe con il phon da viaggio: o forse, semplicemente, il fatto che mi avesse visto con le mutande di Snoopy per due ore senza avere nessun genere di reazione...negativa.
Quando risalimmo in macchina per tornare a casa la nostra vita dalla mattina era cambiata del tutto.
Ila aveva distrutto una coppia, si era presa della zoccola e trovato l’uomo che 14 anni dopo avrebbe sposato.
Hidi si era innamorata e disinnamorata 36 volte in meno di 24 ore e nel frattempo aveva anche imparato a stirare.
Chita si era innamorata, fidanzata, aveva imparato a guidare una Chevrolet del '62, distrutto una mini del '73, scoperto di essere un’amante e subito mollata: il tutto senza nemmeno perdere la verginita’.
Io, dopo essere sopravvisuta ad innumerevoli round di mud fight, fulminato un phon e deciso definitivamente che i mutandoni di Snoopy era ora di metterli in soffitta con le Barbie, avevo dimenticato il mio indimenticabile primo amore per un ragazzo con cui sarei stata fidanzata i successi 3 anni....per poi tornare ad essere disperatamente innamorata di The One.
E’ incredibile pensare come, nello spazio di cosi' pochi ettari, tanti cuori possano accendersi e spegnersi nel giro di pochi istanti per persone di cui poi magari non ricordi neanche il volto o il colore degli occhi.
Ma le cotte sono cosi’, ti annacquano il cervello giusto il tempo per farti fare faville e poi ti ritrovi a tornare a casa inzuppata con le amiche con cui a distanza di 20 anni ricordi ancora la giornata passata insieme....ma neanche uno dei nomi dei ragazzi.
Quando ci prendiamo una cotta, ci innamoriamo, amiamo, non sappiamo mai se durera’ per sempre; sicuramente, per sempre, avrai delle amiche con cui ricordarlo.
WWR
Vanny
